giovedì 26 gennaio 2012

Siamo in recessione

Siamo in recessione e faccio il pane in casa.
Converrà, non converrà?

In ogni caso  mi sto divertendo e il prodotto delle mie fatiche è decisamente gustoso e fragrante.
Mentre vi scrivo ho in cottura una forma di pane bianco e la macchina sta impastando un pane con farina integrale.

Non divaghiamo.
Si parlava di recessione, mica cotiche.
L'Italia è in fermento, sono tutti incazzosi e sul piede di guerra.
L'economia è stagnante, un disastro.

Quindi bisogna inventarsi qualcosa.
Per non imbruttirsi, per non intristirsi.
Per ricordarsi che, nonostante tutto, le cose belle ci sono. Ancora.

Non divaghiamo.
Ho dato vita ad una collezione nuova su Blomming.
L'ho chiamata mini-prezzi; un nome, una garanzia.
Principalmente orecchini. Sono in vendita a 5 euro.
In stile vintage, con materiali meno costosi dei soliti che utilizzo, ma con una qualità di esecuzione invariata.
Anche la passione e l'amore che ci metto sono gli stessi.
Alla faccia della crisi.

Eccoli:








Il link alla collezione lo trovi qui
E ho intenzione di farla crescere, crescere, crescere......................

mercoledì 9 novembre 2011

Le dieci regole d'oro per vendere bene su Blomming

Toglietevi dalla testa che un buon prodotto o un'ottima creazione possano aprirvi le porte di vendite a cascata.
Non funziona così, non su Internet, almeno. Ci sono tanti piccoli accorgimenti che vanno seguiti, step che una volta acquisiti verranno naturali come bere un bicchiere d'acqua.
Ci vuole solo un pò di pratica. Ho pensato di raggruppare in questo post le dieci regole d'oro per vendere bene su Blomming, regole che ho imparato in quasi un anno di permanenza su queste piattaforma e dettati anche da esperienze passate.

 1. Il titolo dell'oggetto
Usa termini che identifichino immediatamente il prodotto che stai offrendo e che diano una descrizione quantomeno sommaria dell'oggetto che proponi. Nomi poetici, spiritosi o simpatici possono distogliere l'attenzione e difficilmente vengono "catturati" dai motori di ricerca. Quindi sì a "orecchini Raggio di Sole in agata bianca" - No a "Raggio di sole"

 2. La Categoria
Scegli la categoria più appropriata per il tuo oggetto. Per chi fa gioielli handmade come me, Blomming offre come categoria "Arte, design & fatto a mano", ma anche "Artigianato". E per chi si occupa di ceramica, c'è anche "Ceramiche e vetro". Se hai un dubbio sulla categoria di appartenenza, sfoglia le pagine e osserva le inserzioni degli altri venditori di Blomming.

 3. Le fotografie - quante ne puoi inserire
Blomming permette l'utilizzo di 4 fotografie per ogni inserzione. Utilizzale tutte, non fermarti alla prima o alla seconda. Cerca di fotografare il tuo oggetto da più angolazioni; l'ideale sarebbe vista frontale, lati, retro o dall'alto. Ricordati che la foto è uno dei due soli mezzi che hai a disposizione per far "parlare" il tuo oggetto.

 4. Le fotografie - come farle
Una buona fotografia è un mezzo potente all'interno di una inserzione. Spesso capita di vedere oggetti di buona fattura irrimediabilmente rovinati da foto sfuocate, mosse, con sfondi improponibili. Anche qui il consiglio è quello di sfogliare altre inserzioni e scovare le foto migliori, cercando poi di applicare su se stessi (o meglio, sulle proprie foto), ciò che si è scoperto guardando altri. Quello che si consiglia, generalmente, è di utilizzare uno sfondo chiaro ed omogeneo. Personalmente ho utilizzato anche sfondi molto scuri, come una vecchia padellaccia di rame e le foto erano in linea con gli oggetti proposti. Quindi tenete in considerazione anche questo, ossia ciò che create o vendete. Evitate sfondi bianco latte (anche se vanno molto di moda) se il vostro oggetto è bianco o comunque molto chiaro. Fate foto con luce naturale, ma con le giornate corte di adesso diventa difficile. Quindi costruitevi una lightbox e lavorate molto sulle luci.

 5. La descrizione
La descrizione è il secondo dei due mezzi che si hanno a disposizione per far parlare l'oggetto. Ma è anche un tasto dolente. Scorrendo le inserzioni di Blomming, sono rimasta piacevolmente colpita nello scoprire quante novità interessanti vengano listate ogni giorno, ma mi sono letteralmente smontata quando ho visto che queste meraviglie erano supportate da descrizioni fantasma. Ribadisco che siamo su Internet, il cliente non può toccare, non può vedere, ma può solo intuire...e allora facilitiamolo in questa intuizione, facciamogli capire che quello che gli stiamo vendendo non è un lenzuolo ad una piazza e mezza, ma un fazzoletto da taschino!! E allora via con descrizione materiali, misure, taglie, disponibilità eventuali in altri colori e così via. Ricordiamoci che attualmente su Blomming il venditore non può essere preventivamente contattato dal cliente, quindi il campo "descrizione" deve essere utilizzato per PREVENIRE le possibili richieste. E se poi Blomming vorrà inserire l'opzione "contatta il venditore", meglio ancora. Ma le descrizioni devono essere fatte e fatte bene. E' anche una forma di rispetto verso il cliente, non credete?

 6. I tag
I tag sono delle parole chiave che identificano il nostro oggetto e le sue caratteristiche. Per non dimenticarmi nulla, rileggo la descrizione e trascrivo le parole che ho citato. Ma mi piace anche moltissimo, oltre ai sostantivi, utilizzare gli aggettivi o i colori. Questo può tornare utile con un cliente particolarmente fantasioso, oppure per chi è fissato coi colori. I tag sono importanti anche se si vuole entrare a far parte delle "Collezioni" di Blomming, che sono una sorta di Treasury preparata dallo staff su determinate tematiche e danno molta visibilità.

 7. I profili di spedizione
Blomming mette a disposizione un numero illimitato di profili di spedizione, grazie ai quali puoi differenziare le tue tariffe in base al peso o al volume dei tuoi oggetti. Ricordati di creare questi profili, altrimenti il tuo oggetto esce come "free shipping" e questo può comportare contestazioni col cliente. Ogni inserzione deve essere corredata dal suo profilo di spedizione.

 8. Metodi di pagamento
Svariati sono i metodi di pagamento: pagamento alla consegna/Paypal/vaglia postale/assegno bancario/bonifico/altro. Interessante è questo "altro" perchè rappresenta un campo libero entro il quale puoi scegliere una ulteriore forma di pagamento. In genere è dedicato a Postepay. Una finestra ti permette di memorizzare i tuoi dati e di non ripeterli ogni volta, ad ogni vendita.

 9. Share
Se hai correttamente seguito tutti gli punti fin qui evidenziati, non ti resta altro che "diffondere il verbo" e far conoscere a tutti il tuo negozio. Come?
 Di metodi ce ne sono una marea.
Il più evidente è senz'altro il collegamento a Facebook. Una comoda ed intuitiva applicazione, che trovi qui ti permette di collegare il tuo Blomming Shop direttamente alla tua pagina di Facebook. Un camaleonte, posto alla sinistra della tua pagina, ti porta direttamente allo shop quando cliccato.
Hai un blog? Usa l'embed e inserisci le tue inserzioni direttamente nei tuoi articoli.
 Hai Twitter? Alla sinistra delle foto, nelle inserzioni, ci sono i bottoni di Twitter ed altri network...basta cliccare e il gioco è fatto! Twitta la tua inserzione, diffondi il verbo e comincia a vendere!

 10. Il forum
 Nonostante tutto hai ancora qualche perplessità oppure hai voglia di esporre una proposta, condividere un'idea con altri utenti e lo staff? Usa il forum
Il forum è luogo di incontro tra venditori, è luogo di idee, è una fucina in divenire.
Partecipa e condividi. Conosci gli altri e fatti conoscere. Anche il forum è una comunità.

 E se dieci regole d'oro ancora non ti bastano, mi permetto di inserirne un'ultima, una sorta di outsider di "peso": il magazine di Blomming, Likepicasso.
Likepicasso ha una sorta di "debolezza" verso il bello e l'originale...quindi, se si fanno bene i compitini, si può "rischiare" di essere notati da Alessia e di essere contattati per una bella intervista o per 4 chiacchiere tra amici ;)

 Le mie dieci regole d'oro sono terminate; alcune possono essere scontate o banali; probabilmente è così; ma ce ne sono alcune che sono imprescindibili. Siete d'accordo???



 Un'ultima cosa: stanno arrivando, ma vengono in pace....

lunedì 7 novembre 2011

Christmas is coming

Dai, che ormai ci siamo.
Sì, mancano meno di due mesi...ma i giorni si sa, volano!

Mi rivolgo alle creative che seguono il mio blog.
Cosa state preparando di bello per le vostre clienti?
Avete qualche novità da presentare, qualcosa di particolarmente carino, regali a tema?

Generalmente non amo fare creazioni a tema.
Il tema in sè, qualunque esso sia, mi soffoca e mi castra.

Però mi piacciono tanto le sorprese.
Ed è a questo che sto lavorando.
Ma non sono mica sola, eh?!?

Ancora una volta un gruppo di creative.
Ancora una volta tante novità.
Ancora una volta tante sorprese.
Ancora una volta Blomming.

Stay tuned, ne arriveranno delle belle.








venerdì 4 novembre 2011

Tecniche - Ottenere la verdigris patina con l'ammoniaca e il sale

Il trip della verdigris patina mi è venuto sul finire del 2010.
Ho fatto esperimenti per tutto gennaio e ho ottenuto successi (parziali) ed insuccessi. La tecnica alla quale sono più affezionata è quella che prevede l'utilizzo di ammoniaca e sale.
Quindi elementi che si trovano nelle case di tutte noi o, al limite, acquistabili al primo supermercato.

Cosa ti serve:


  • un grosso contenitore in plastica con coperchio
  • un contenitore più piccolo in vetro
  • un pentolino
  • un contenitore in vetro o plastica che dovrà contenere un mix di aceto e sale
  • aceto di vino bianco
  • sale (grosso o fino)
  • ammoniaca (non prendere quella profumata!!!)
Ecco gli step che dovrai seguire:

  1. In un contenitore di plastica o vetro prepara una soluzione composta da due dosi di aceto di vino bianco e una di sale; immergi il tuo pezzo da patinare; dopo qualche minuto tiralo via e sciacqualo.
  2. Prendi il tuo pezzo da patinare e fallo bollire qualche minuto in un pentolino con un pò di sapone per i piatti (questa operazione è necessaria per eliminare sporco e unto).
  3. Prepara i contenitori: in quello più piccolo, in vetro, versa una dose generosa di ammoniaca; inserisci questo contenitore in quello più grande in plastica.
  4. Sciacqua il tuo pezzo da patinare avendo cura di non toccarlo troppo con le mani (è sufficiente metterlo sotto l'acqua corrente) e versagli sopra un pò di sale: la posizione del sale determinerà le macchie di patina; quindi potrai cercare di guidare una ipotetica texture usando sale grosso piuttosto che fino, in quantità abbondanti piuttosto che modeste.
  5. Posiziona in qualsiasi punto del contenitore in plastica il tuo pezzo e lascia lavorare l'ammoniaca. Chiudi il contenitore grosso col coperchio. Dopo un paio d'ore già si vede la patinatura. Se sei soddisfatta, sciacqua molto bene il pezzo e passalo con uno spazzolino in modo da eliminare ogni residuo. Se invece vuoi sperimentare dove arriva la potenza dell'ammoniaca, lascia il pezzo chiuso per qualche giorno, cambiandola però tutti i giorni per mantenerne un effetto costantemente forte.
  6. Ottenuta la patinatura desiderata, lascia asciugare il pezzo all'aria per un paio di giorni e applicagli un velo di vernice acrilica trasparente per mantenere inalterata nel tempo la patinatura.
Avvertenze:
E' meglio fare questo lavoro equipaggiata con guanti e occhialini; ricorda di lavorare in un ambiente areato e chiudi forte forte il naso quando vai a sbirciare...perchè l'ammoniaca è forte e i suoi fumi danno alla testa.

Questo che ho descritto è il procedimento che ho seguito in quel mese di grande passione per la ricerca e la sperimentazione; sono tutte nozioni che ho trovato su Internet, non mi sono inventata nulla e, anzi, tengo a precisare che con questo tipo di patinatura, ottenuta con i vapori dell'ammoniaca, si crea un gradevole effetto blu.
Il verde non sono mai riuscita ad ottenerlo, ma mi sorge il dubbio che sia impossibile farlo.

Un'alternativa più macchinosa sarebbe quella di sospendere l'oggetto da patinare direttamente sopra al contenitore dell'ammoniaca, in modo che i vapori lo avvolgano direttamente. Ma attenzione! Fate in modo che il pezzo non venga a contatto diretto con l'ammoniaca.

Questa patinatura l'ho ottenuta utilizzando una lastra di rame e del sale grosso. Avevo  completamente  ricoperto il pezzo.



mercoledì 2 novembre 2011

Condividere è bello, anzi, di più!

Da diverse parti mi arrivano richieste su come ottenere la patinatura del rame e la famosa verdigris patina. Premetto che le ho provate tutte e ancora non sono soddisfatta (ad esempio, con una tecnica in particolare riesco a ricavare soltanto il blu). Le tecniche che ho scovato su internet arrivano tutte dagli Stati Uniti, che sono anni luce davanti a noi. E' stato un lavoro di traduzione prima e sperimentazione poi. Non sempre la ciambella è uscita col buco (colpa del mio pessimo inglese e quindi di una traduzione "creativa" oppure nei tutorial ci nascondono qualche segreto?), però la sperimentazione è stata interessante ed ha aperto nuovi orizzonti. Volentieri condivido queste nozioni con chi avrà voglia di leggermi. Di leggermi, sì, perchè non preparerò dei tutorial. Faremo delle chiacchierate tra di noi e se vorrete potremo confrontarci sui nostri successi ed insuccessi. La foto di questo post riporta un ciondolo creato con lamina di rame forgiata a mano (quello rettangolare) e un ciondolo rotondo. Entrambi hanno la verdigris patina, ottenuta però con procedimenti differenti. Seguitemi nei prossimi giorni e speriamo che ne esca fuori qualcosa di costruttivo.

lunedì 31 ottobre 2011

Minimal e chic

Il rame lo lavoro e lo martello da un pò di tempo, ormai.
Ho tentato più e più volte di realizzare braccialetti bangle con un semplice filo di rame e qualche pietra.

Qualcosa di minimal, ma anche chic nella sua semplicità.
Beh, con il rame non ci sono mica riuscita  O_o




Ma ce l'ho fatta con l'ottone!
Ho creato questo bangle semplice, lineare, ma raffinato proprio perchè privo di fronzoli inutili.
L'ottone l'ho battuto sul mio mandrino gigante con due martelli diversi e ho creato una texture con effetto invecchiato (rughe?!?!)


La perla che ho utilizzato, acquistata su Dawanda una vita fa (come passa il tempo, sigh e stra-sigh!) è di vetro verde, molto vintage style.
Qualche giro di filo intorno alla perla e voilà, anche oggi abbiamo wrappato!

Metto anche l'embed che fa molto figo.....ahahahahhahahahahha

Dimenticavo! Buon Halloween o Aluvuin, come l'ho visto scritto su Facebook!
Io prendo la scopa e vado.




venerdì 28 ottobre 2011

E stasera un embed cosmico: tutti gli orecchini

Gli orecchini sono i gioielli che creo più volentieri.
Anche se, in realtà, sono probabilmente i più difficili da realizzare: innanzitutto sono due e uguali devono essere.
Fin qui non ci piove.

E quando le ciambelle non escono col buco?
No problem, qui si ricicla tutto.
Ecco quindi che un paio di orecchini venuti male diventano ciondoli per collane o charms per braccialetti.

Cosa rimane?
L'insoddisfazione per  aver sbagliato e la gioia di aver ricreato da un errore.

E stasera, visto l'argomento, un embed cosmico: tutti gli orecchini in vendita su Blomming.


sabato 9 luglio 2011

Le relazioni pericolose

Sto pensando alla collezione autunno-inverno.
Non perchè sono avanti, ma per pure questioni pratiche.
L'estate mi piace, ma non sopporto il caldo.
Ho il condizionatore, ma non sopporto l'aria condizionata.
Quindi d'estate produco poco.
Però faccio andare il cervello.

Nelle mie ultime creazioni ho utilizzato dei fiorellini in ecopelle che ho acquistato in un negozio di Bergamo.
Sono fiorellini piccoli, di dimensioni e colori diversi.
Li ho sempre abbinati con una pietra o una perla, ma erano semplicemente dei dettagli.
Adesso li ho terminati e siccome sono anche estremamente pigra, ho deciso di fare una bella scorta di ecopelle e farmeli da me.
Stasera ho partorito dei fiori sovrapposti, bordeaux e bianchi, abbinati a pietre di turchese e amazzonite.
Naturalmente non manca la lamina di rame opportunamente martellata e ossidata.
La collana l'ho montata al volo, con pezzi di catena realizzati a mano che avevo di scorta.
Ma non credo che la lascerò così.
C'è qualcosa che non mi torna.
Forse il fatto che mio marito mi abbia detto che non è il suo genere?



lunedì 20 giugno 2011

Lamina di rame addicted

I mesi sono passati e io ho continuato a creare, applicandomi al meglio delle possibilità nella tecnica del wire wrapping,
Le unghie sono un vago ricordo, ma la cosa non mi sconvolge.

Il rame è diventato un compagno di viaggio, compagno fedele e quotidianamente presente.
Le unghie sono un vago ricordo, ma la cosa non mi sconvolge.

Ho osservato su Internet, nei blogs, su facebook un proliferare di gioielli creati con la lamina di rame e ho deciso di provarci anch'io.
Ho fatto acquisti su Etsy ed ho atteso pazientemente l'arrivo delle mie lamine.
Ma 3 settimane sono tante, troppe per chi, come me, ha fretta di provare e sperimentare.
Allora ho sguinzagliato mio marito, che da un lattoniere ha acquistato lamine e forbici da lattoniere, appunto.


Dunque, partiamo dal presupposto che le forbici sono mostruosamente grandi e mostruosamente pesanti e che maneggiarle è un'impresa titanica. Aggiungiamoci che gli spessori che ha trovato sono poco lavorabili.
Ma terminiamo dicendo che è stato troppo bello sperimentare, martellare, tagliare, piegare, modellare.
Gli orecchini che vedete sono nati in quei giorni; ma ho creato anche collane, più o meno grandi, più o meno lavorate.




Mi entusiasma anche la fase dell'ossidazione.
Utilizzo principalmente il fuoco, il fornello di casa (il cannello ha terminato il gas e comunque trovo molto più comodo farlo in cucina, mentre sto preparando la cena).
Lascio il pezzo a lungo sul fuoco, quasi a farlo diventare nero.
Poi mi diverto a buttarlo sotto l'acqua corrente fredda: l'ossidazione scivola via in maniera disordinata e ogni volta si ottengono sfumature diverse ed imprevedibili.
L'ultima fase è quella del Dremel: col trapano freso, buco, lucido.

Nonostante tutto le unghie sono un vago ricordo, ma la cosa non mi sconvolge: ho messo lo smalto sui piedi :-)












POST SCRIPTUM: 
prima di salutarvi voglio segnalarvi un articolo che parla di me e della mia passione.
E' stato pubblicato su Likepicasso, il magazine di Blomming.
E se volete inorridire, tra le foto c'è anche quella del mio angolo di lavoro.
L'articolo si intitola ChezBobo C'est la folie e lo trovate qui.

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